RECENSIONI

 

 

Libro recensito: SANDRO. Il coraggio di morire  (2017) a cura di Cinzia Toninato

Giornale e Data: Il Mattino di Padova - 03/12/2017

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Libro recensito: MANUALE DI TECNICA POETICA  (2015) di Vincenzo Grasso

Giornale e Data: La Nuova Tribuna Letteraria: Trimestrale di Lettere ed Arte - Anno XXVI - n. 122 - 2° Trimestre 2016

Sito web: La Nuova Tribuna Letteraria: Trimestrale di Lettere ed Arte fondato da Giacomo Luzzagni (http://www.venilia.it/ntl)

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Autrice recensita: Giuliana Moro.

Giornale: La voce di Rovigo

Sito web: Polesine 24 (http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/PortoViro/primo-premio-a-giuliana-moro-alla-rassegna-citta-di-porto-viro-)

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Note: con questa bellissima fotografia, il sito web evidenzia il momento della premiazione dell'autrice da parte dell'editore Vincenzo Grasso:

Primo_premio_a_Giuliana_Moro.jpg (75174 byte)


Libro recensito: Utopia e crisi. Un binomio da rivivere (2013) di Andrea Da Ros

Giornale e Data: Archivio Storico - periodico telematico - 05/01/2014

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Testo della recensione: "L'uomo ha bisogno del sogno. Ma di quale sogno? Non di una dimensione onirica inerte e abbandonata, ma del sogno creatore, che riscatta l'uomo dalla polvere, che lo stimola a non arrendersi a delle coordinate mentali, e di azione, che comunemente si chiamano "realistiche", ma che occorrerebbe cominciare a considerare "ciniche". "L'uomo ha bisogno del sogno, un sogno a occhi aperti, vigile, lucido e febbrile, abitato da ideazioni, opere e creazioni: un sogno in comune, non un sogno solipsistico. "Un merito grande del presente testo è quello di sottrarre la "corrente calda" dell'utopia dai meandri, dalla "morta gora" delle biblioteche, togliendola alla fiction, per recuperarla all'ampio volume del pensiero politico, inteso come critica e progettualità. Davvero l'utopia è respiro di progettualità, è speranza progettuale in cammino; se non si è desiderata la totalità, non si potrà neppure aspirare a risultati parziali, e se non si è chiesto l'impossibile, neppure il possibile ci verrà dato." (Giuseppe Goisis, Università Ca' Foscari, Venezia) [...]


Libro recensito: MICHAEL FASSBENDER. Il demone sotto la pelle (2013) di Ilaria Mainardi

Giornale e Data: La Repubblica - 05/01/2014

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Testo della recensione: MICHALE FASSBENDER: IL DEMONE SOTTO LA PELLE. La bella foto della copertina è già un incentivo per la monografia dell' attore che poco più che trentenne ha ricevuto la Coppa Volpi per Shame di Steve McQueen. Di Ilaria Mainardi Vincenzo Grasso Editore Pagg. 82, euro 12.


Libro recensito: PERPETUA ZÒVANE… CASÌN IN CANONICA (2010) di Dante Callegari

Giornale e Data: La Vita del Popolo - Bisettimanale d'informazione e di approfondimento della Diocesi di Treviso - 09/01/2011

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Testo della recensione: La «Perpetua zòvane» rinnova gli splendori del teatro dialettale. «Perpetua zòvane casin in canonica» è la nuova commedia dialettale che Dante Callegari, autore di Lancenigo, propone agli appassionati di cultura veneta. La scena si svolge in una canonica del Veneto. I personaggi: il parroco don Mosè, la suora, il nònsolo, la vecchia beghina, il nipote del parroco e la perpetua. Che, però, non è la solita zitella incartapecorita, ma una splendida ragazza. Il che non può non far sorgere perplessità e correre voci. Soprattutto quando la si vede troppo spesso insieme al giovane nipote. «Perpetua zovane» è un lavoro dove gli equivoci si sprecano. Ma anche stavolta tutto si risolve nel migliore dei modi: la zitella, a sorpresa, trova uno che la sposa; il prete accomoda le voci; il nipote scavezzacollo si innamora della giovane perpetua e mette le testa a posto; lei, pietra dello scandalo, si rivela ragazza di ottimo stampo. Così anche il parroco, che aveva avuto da ridire con il crocefisso che lo aveva lasciato nei guai, lo ringrazia perchè lui fa sempre tutto pa'l ben meo e de tuti quanti.


Libro recensito: PERPETUA ZÒVANE… CASÌN IN CANONICA (2010) di Dante Callegari

Giornale e Data: La Tribuna di Treviso - 31/12/2010

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Testo della recensione: La «Perpetua zòvane» rinnova gli splendori del teatro dialettale. «Perpetua zòvane casin in canonica» è la nuova commedia dialettale che Dante Callegari, autore di Lancenigo, propone agli appassionati di cultura veneta. La scena si svolge in una canonica del Veneto. I personaggi: il parroco don Mosè, la suora, il nònsolo, la vecchia beghina, il nipote del parroco e la perpetua. Che, però, non è la solita zitella incartapecorita, ma una splendida ragazza. Il che non può non far sorgere perplessità e correre voci. Soprattutto quando la si vede troppo spesso insieme al giovane nipote. «Perpetua zovane» è un lavoro dove gli equivoci si sprecano. Ma anche stavolta tutto si risolve nel migliore dei modi: la zitella, a sorpresa, trova uno che la sposa; il prete accomoda le voci; il nipote scavezzacollo si innamora della giovane perpetua e mette le testa a posto; lei, pietra dello scandalo, si rivela ragazza di ottimo stampo. Così anche il parroco, che aveva avuto da ridire con il crocefisso che lo aveva lasciato nei guai, lo ringrazia perchè lui fa sempre tutto pa'l ben meo e de tuti quanti.


Libro recensito: GIUSEPPE MAZZINI. Unità nazionale e Critica storica (2010) di Nunzio Dell’Erba

Giornale e Data: La Stampa - 15/01/2011

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Testo della recensione: DELL’ERBA PER MAZZINI. «Unità nazionale e critica storica». Nunzio Dell’Erba, ricercatore all’Università di Torino, delinea il profilo di Giuseppe Mazzini per l’editore Vincenzo Grasso (pp. 178, e 16). Una varietà di interpretazioni, nell’età liberale, fascista e repubblicana. L’obiettivo di Dell’Erba è quello di restituire a Mazzini la sua autentica voce.


Libro recensito: LA STAGIONE VISSUTA (2008) di Marco Cesare Pirinoli

Rivista e Data: Club Alpino Italiano - Alta Valle Brembana - Sezione di Piazza Brembana - ANNUARIO 2008

Recensione di: Marco e Andrea Pirinoli

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Note: il volume LA STAGIONE VISSUTA è un insieme di razionalità e fantasia ed affronta il tema ambientale, talvolta con un approccio di genuina semplicità. Come ogni esperienza vissuta, l'opera è intrisa dello Spirito della Natura, Madre di noi tutti. La lettura è agile come quella di un sincero diario di escursioni, ove l’autore appunta frammenti di sensazioni, impressioni, suoni e profumi riscoperti nel piacevole girovagare, in solitudine o in compagnia.


Libro recensito: UN UOMO, UNO SCRITTORE, UN POETA (2009) di Ugo Suman

Giornale e Data: La Difesa del Popolo (settimanale, edizione del 28 giugno 2009, pag 57).

Recensione di: Giovanni Zannini

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Note: Il volume UN UOMO, UNO SCRITTORE, UN POETA (antologia di prosa e poesia che segna le tappe della vita dello scrittore) è stato pubblicato nell'occasione dell'ottantesimo compleanno di Ugo Suman.


Autore recensito: Giancarlo Padula.

Giornale e Data: Visto (settimanale, edizione dell'8 febbraio 2008, pagg 14 e ss.)

Note: Uno di nostri autori, il giornalista e scrittore Giancarlo Padula , ha proposto una teoria circa la drammatica morte della giovane inglese Meredith Kercher (22 anni), uccisa a Perugia il 1° novembre 2007. Le indagini sono ancora in corso.

L'autore Giancarlo Padula è noto ai nostri lettori per l'apprezzato romanzo INCANTO.


Libro recensito: IO A DESTRA DI ME - Dialoghi con i giovani di Alleanza Nazionale (2007) di Fabrizio Bucciarelli

Giornale e Data: Il Giornale - 22/07/2007

Testo della recensione: Si scagliano contro la dittatura mediatica che vuole le donne oggetti sessuali da umiliare, odiano Paris Hilton, il «pensiero unico giovanilistico» di Mtv, gridano contro il bullismo e la cultura del più forte che calpesta il debole e l’indifeso, si schierano dalla parte dei «vinti» della storia. Discutono liberamente di eutanasia, di fecondazione, di ciò che unisce e divide le religioni, di islam, si rivolgono spesso ad Oriana Fallaci, come se il dialogo con lei fosse ancora possibile. Si scambiano pareri sui blog, parlano di Linux («Il bello è che funziona anche meglio di Windows e non costa una lira») e hanno messo su, sul web, «radioribelle». In altri tempi, in cui i sistemi simbolici avevano steccati più rigidi, non ci sarebbero stati dubbi: è il ritratto della gioventù progressista e di sinistra. E invece sono frammenti di discorso raccolti dal forum online di Azione giovani, l’organizzazione nata dalle ceneri del Fronte della gioventù, quando l’Msi divenne An.

Il sito è stato per anni «monitorato» dal giornalista 44enne Fabrizio Bucciarelli, che ha raccolto in un libro (Io a destra di me) i propri interventi, scritti sui temi più disparati che di volta in volta venivano sollevati dai frequentatori del forum, dalla politica all’amore, dal calcio alla musica e alla moda. Altro che gli stereotipi su «credere obbedire combattere»: «Ho scoperto - racconta Bucciarelli – una destra intelligente e sensibile, coraggiosa e sperimentale, altruista e intellettuale». Negli anni «Azione giovani tribù» (la mailing list è nata 12 anni fa) è diventata punto d’incontro e osservatorio sulla gioventù italiana di destra (o meglio appartenente a molteplici destre, non solo An). Ci scrivono anche ragazzi di Fiamma tricolore e Forza nuova. Ci sono i giovani di Forza Italia, i leghisti, i membri di associazioni liberali. Succede che i messaggi si aprano con «cari camerati», ma del vecchio armamentario fatto di saluti romani e nostalgia del Ventennio rimane poco. Tutte cose che hanno lasciato il posto alla libera ricerca intellettuale, all’inquietudine conoscitiva e alla volontà di discutere e ridiscutere tutto, a partire da Dio, Patria e Famiglia

A proposito, Dio che posto occupa? «Fondamentale» dicono tutti, anche se in alcuni casi in modo decisamente eterodosso. Per Michael Surace, Dio significa «spiritualità della vita, valori cristiani», ma vuol dire anche «accogliere i messaggi che ci vengono tanto dal cuore quanto dalla Madre terra». Essere di destra comporta essere credenti? No, non necessariamente: «A destra ci sono anche persone che non credono in Dio» risponde Vito Andrea Vinci: «Altre persone di destra si riferiscono a tradizioni “celtiche” pagane (...) Altri ancora sono islamici. E ci sono tanti buoni cristiani di sinistra».

Anche la famiglia è sempre citata fra i valori fondanti dell’identità di destra: vuol dire «lavorare insieme per valori più grandi del singolo», «tramadarli nel tempo», «difesa della vita». Ma a proposito di difesa della vita, nulla è tanto sacro da escludere l’esercizio del dubbio e della discussione. Il caso Welby, per esempio, è stato vissuto con tormento: «Facemmo un incontro al Fuan e vennero fuori anche lì posizioni diverse» racconta Cosimo, per il quale l’eutanasia così alla lettera non può essere un principio accettabile da un giovane di destra. E però esistono «macchine e terapie capaci anche di creare situazioni di vita artificiosa che va ben oltre lo stato di natura, la volontà del singolo e il normale ciclo della vita».

La gioventù delle tante destre parla spesso di patria, dei «ragazzi di Salò», di tradizione, e anche qui ciò che emerge è sorprendente. Scrive Max Loda: «La vera forza non è quella di chi impone l’idea a milioni di persone, né tantomeno di chi si adatta al prossimo corrompendo se stesso. La vera forza è nella pazienza di toccare e ascoltare tutti, possibilmente senza guerra e autarchia, rimanendo intonsi».

Per il resto, i giovani di destra odiano le ideologie ma hanno fame di impegno e di ideali. In molti se la prendono con la tv che parla ai e dei giovani, ma che poi rimanda solo l’immagine della «peggio gioventù», quella disgregata e individualistica, disposta «al tradimento e alla prostituzione» pur di fare soldi. «Cercansi urgentemente idee rivoluzionarie che diano senso a una generazione!» grida sul web un utente che si firma, ma sembra l’unico, «Ziobenito». Diana Fichera

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Libro recensito: ANTOLOGIA - I NUOVI POETI ITALIANI (2007) di Aa. Vv.

Giornale e Data: Il Gazzettino - il quotidiano del NordEst - edizione di Padova - 05/06/2007

Testo della recensione: "Grazie a Dio si può tornare indietro; anzi si deve tornare indietro, anche se occorre un coraggio che chi va avanti non conosce". Rifacendosi alle parole di Pasolini, il poeta e scrittore Tino Minetto, autore della prefazione all'antologia "I nuovi poeti italiani" - raccoglie le opere migliori della seconda edizione del premio nazionale "Dante Alighieri" di poesia classica italiana "Cento poesie e una lyra" - ha parlato di una sfida, di un andare contro corrente di studenti-poeti che hanno dimostrato coraggio e bravura. Alla cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso, patrocinato da Comune, Provincia e Comitato patavino della Società "Dante Alighieri", sono intervenuti, a Palazzo Moroni, l'assessore alle Politiche culturali Monica Balbinot, il funzionario del settore cultura della Provincia Enzo Cappellaro, il consigliere regionale Flavio Frasson, la presidente della "Dante" Luisa Scimemi. «Aver acceso i riflettori sulla poesia classica è merito - ha osservato quest'ultima - dell'editore Vincenzo Grasso, che ha dimostrato di credere nei giovani e nella poesia che, se risponde a regole di comunicazione, arriva al cuore di ciascuno e ha una valenza educativa». La giuria, presieduta dalla stessa Scimemi e composta dal dottor Valerio Grasso, la professoressa Maria Ammaturo, i poeti Tino Minetto e Giorgio Boscariol, ha assegnato il primo premio (300 euro) a Francesca Ingold del liceo scientifico-classico di Montevarchi (Ar), il secondo (200 euro) ad Allegra Di Somma del liceo classico "Plinio Seniore" di Castellamare di Stabia, il terzo pari merito (100 euro ciascuno) a Matteo Santamaria del liceo ginnasio "V. Lanza" di Foggia, Davide Arminio del liceo scientifico "Galilei" di Cirié (To) e Davide Veronese, studente alla facoltà di Scienze storiche dell'università cattolica Sacro Cuore di Milano. Ai giovani poeti inseriti nell'antologia è andato un attestato di merito, mentre le opere dei primi classificati sono state lette con il consueto pathos dall'attore-regista Filippo Crispo. Soddisfatto l'editore dell'antologia perché i contenuti "rivelano chiaramente come le nuove generazioni sentano lo stimolo di rimeditare i grandi poeti del passato per dar vita ad una poesia classica postmoderna, capace di conservare rinnovando e di rinnovare conservando il nobile patrimonio letterario della nostra cultura". Maria Pia Codato

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Libro recensito: FIGURE DI DONNE NELLA POESIA ITALIANA (2006) di Tino Minetto

Giornale e Data: Il Gazzettino - il quotidiano del NordEst - edizione di Padova - 17/03/2007

Testo della recensione: Tino Minetto, uomo di lettere padovano, scrittore colto ed intelligente, è di nuovo sulla scena della cultura con l'ultimo libro "Figure di donne nella poesia italiana", curato da Giovanni Gomiero, edito da Vincenzo Grasso. L'obiettivo della sua fatica ha, come sempre, un fine illuminante. «Si tratta di avvicinare i giovani alla letteratura italiana - spiega lo stesso Minetto - attraverso conversazioni a ruota libera che ho tenuto con un gruppo di amici». Il sottotitolo del libro infatti recita: "Undici conversazioni per segnalare agli amici e agli insegnanti di lettere una didattica alternativa, che valorizzi la loro creatività e liberi la fertile fantasia dei ragazzi". Minetto ha capito che per avvicinare i giovani alla letteratura italiana bisognava snellire la comunicazione. Prima di tutto, ha individuato un tema guida: le donne. Attorno a questo ha costruito dei dialoghi spontanei che offrono l'occasione di parlare dell'autore, della scrittura, della poesia, del contesto storico. Dal Dolce Stil Novo a Biagio Marin, la donna tesse la sua tela e, sulla trama ordita, Minetto parla, riflette, insegna a chi lo ascolta. «Anche il modo diverso di affrontare grandi temi deve essere fatto in modo piacevole - continua - Questo è un buon suggerimento per gli insegnanti». Nell'età classica la donna valeva ben poco: dai Padri della Chiesa era tollerata solo perché genitrice. Bisogna aspettare il Dolce Stil Nuovo per arrivare al superamento della concezione misogina del primo cristianesimo in favore di una filosofia dell'amore, liberato da ogni residuo passionale della poesia dei trovatori. «L'amore in Dante viene concepito in modo metafisico - commenta Minetto - la donna crea smarrimento». Dopo Beatrice, ecco Laura di Petrarca, figura della tentazione; l'Angelica di Ariosto è invece la donna-donna, colei che ha tutti i requisiti della femminilità, mentre l'Armida di Tasso è la donna della seduzione. In Leopardi, Silvia incarna il sogno romantico e in Saba c'è la brava moglie. La donna di Biagio Marin, mater purissima, chiude il saggio ma il lettore ne aspetta la continuazione, per affrontare, insieme a Minetto, la spinosa questione della letteratura italiana.

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Libro recensito: INCANTO (2006) di Giancarlo Padula

Giornale e Data: Il Resto del Carlino - edizione di Ancona - 13/09/2006

Testo della recensione: È appena uscito nelle librerie il romanzo «Incanto - Il treno corre e va» di Giancarlo Padula (Vincenzo Grasso Editore; 88 pagine, prezzo 10 euro). Il romanzo propone piccoli stralci di vita, esperienze di viaggi in luoghi cari o di particolari circostanze. Flash intrisi di sentimenti ed emozioni vissute, tra un passato e un presente che si intersecano e diventano un frammento di eternità. Non solo ricordi, ma un presente vissuto tra rimembranze e barlumi di un futuro imprevedibile, un'esistenza appesa a un filo e vissuta come un equilibrista che cammina su una corda filo tesa. Una sorta di viaggio in treno, che fa tappa in diverse stazioni. Un susseguirsi di eventi, vibrazioni, canti e canzoni che si incalzano attraverso le stagioni e il tempo, in un continuo gioco di stanze e rimandi. Un presente e un passato indefiniti e indefinibili, anche se alcuni momenti storici sono riconoscibili, e un passato che sembra presente, quasi la speranza di un futuro, e un presente che è futuro, un futuro che è presente e che sarà… Ogni vita è un mistero, un grande mistero. E per molti nella vita c’è un miracolo. O un miracolo è proprio la vita stessa. L’incanto e il mistero della vita sono come il segreto del canto degli uccelli… Giancarlo Padula nasce a Terni l’11 luglio del 1953. È giornalista professionista dal 1980 e scrittore con all’attivo molte opere. Il 21 marzo del 2005 ha ricevuto, presso il Teatro Olimpico in Roma, il Premio Astro Nascente per una trilogia di libri sul film di Mel Gibson «The Passion - La Passione di Cristo». Nel 1997 ha pubblicato in esclusiva mondiale il testamento dello stilista Gianni Versace. Ha iniziato la carriera giornalistica nella sua città natale a Paese Sera. Nel 1980 ha coordinato la redazione ternana di Paese Sera, fino al 1983, anno in cui è stato chiamato a far parte dell’equipe fondante di un nuovo quotidiano: Il Corriere dell’Umbria dove ha prestato la sua opera come redattore a Terni fino al 1985, per poi essere trasferito nella redazione centrale di Perugia. Nel 1991 ha ricoperto un importante incarico presso L’Enciclopedia Britannica, quindi dopo aver fondato il periodico del Comune di Macerata LineAperta, è stato chiamato dal Gruppo Espresso-La Repubblica per far parte di un pool al quale è stata affidata per due anni la sperimentazione di un prototipo di nuovo quotidiano: Il Centro Marche e successivamente La Nuova Fermo. Fin dal 1993 ha iniziato a pubblicare libri per diverse case editrici a livello nazionale, avendo ad oggi all’attivo una ventina di opere.

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Libro recensito: NUOVI POETI ITALIANI IN RIMA - Antologia con Trattatello sulla Poesia e Grammatica metrica (2006) di Aa.Vv.

Giornale e Data: Il Gazzettino - il quotidiano del NordEst - edizione di Padova - 26/07/2006

Testo della recensione: Nostalgia della poesia classica? L'antologia "Nuovi poeti italiani in rima" propone infatti per chi è abituato ad usare parole in libertà, una grammatica metrica e un glossario dei principali termini e figure stilistiche a cura di Valerio Grasso, che annota: "La poesia è solo quella fatta di versi. I versi sono righi di parole che, a seconda del numero di sillabe (quattro, cinque, sei, sette...), si chiamano quadernario, quinario, senario, settenario e hanno gli accenti in determinati posti da cui non si può derogare». E conclude con una riflessione di Josif Brodskji: «Le forme, i metri e le rime non sono schemi vuoti, ma grandezze spirituali insostituibili». Nella prima parte dell'antologia sono riportate le opere letterarie dei vincitori del Primo premio nazionale "Dante Alighieri" di poesia italiana in rima "Cento poesie e una lyra", a partire da un componimento degli alunni della terza elementare dell'istituto "Aldighieri" di Castelnuovo dei Sabbioni (Arezzo). È intitolato "Agli amici padani": «Noi piccoli toscani, / di Dante Aldighieri / parenti lontani, / ci sentiam cavalieri / degli amici padani. / Cavalieri del ben parlare, / del ben dire, del ben fare; / e tutto questo per ben narrare. / Narrare fiabe, leggende, poesie, / solo perchè abbiam le manie. / Manie di scrivere / le lodi di ben cantare / e i versi da raccontare. / Raccontare le storie / da tanto passate / oppure quelle / non ancora ascoltate. / Ascoltate dai piccoli / oppure dai grandi / solo perchè / ci sentiamo importanti. / Importanti di scrivere / quel che vien dal cuore, / perchè nel mondo / ci sia sempre l'amore». Seguono le composizioni dei poeti Piergiorgio Boscariol, Giuseppe Brunelli, Concetta Campanella, Pasquale Di Fronzo, Ornella Fazi, Pietro Filocamo, Zeno Garossi, Francesca Ingold, Daniele Martini, Livio Nargi, Bortolo Pierantoni, Marco Pozzi, Anita Speranza, Cristian Terrin, Giovanna Valentini, accompagnate da cenni biografici, considerazioni e commenti.

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Libro recensito: NUOVI POETI ITALIANI IN RIMA - Antologia con Trattatello sulla Poesia e Grammatica metrica (2006) di Aa.Vv.

Emittente TV e Data: Tele Chiara - Telegiornale delle ore 13.00 - 08/06/2006

Note: L'intervista all'editore Vincenzo Grasso si è svolta in uno speciale del TG principale del giorno. Proprio dall'emittente Tele Chiara, nel giungo del 2005, l'editore ha lanciato il premio-concorso " CENTO POESIE E UNA LYRA " - Primo Premio Nazionale "Dante Alighieri" di poesia italiana in rima. Ora, a conclusione del concorso, è stata pubblicata un'antologia che raccoglie le poesie dei vincitori, premiati il 10 maggio 2006 presso il Municipio di Padova (Sala degli Anziani - Palazzo Moroni).

L'editore ha voluto ringraziare l'emittente per il sostegno offerto alla divulgazione del concorso e rendere partecipe il pubblico della pubblicazione dell'opera.


Libro recensito: DALL'ALBA AL TRAMONTO - RACCONTI PER TUTTE LE ETÀ (2005) di Fiorella Bellucci Faggionato

Giornale e Data: Il Gazzettino - il quotidiano del NordEst - edizione di Padova - 22/11/2005

Testo della recensione: "Dall'alba al tramonto": la breve giornata della vita. Una miriade di eventi, spesso imprevedibili che, se danno un brivido momentaneo, lasciano poi un senso di inadeguatezza, di frustrazione, di rassegnazione ad un destino ineluttabile, Fiorella Bellocci nelle 222 pagine di questo libro di racconti, che porta la prefazione di Geno Pampaloni ed è edito da Vincenzo Grasso, descrive situazioni, figure, comportamenti che spesso sfuggono all'osservazione e alla riflessione a causa di un vivere frettoloso e convulso o di una consolidata indifferenza. Ecco il bambino che esce dall'istituto per essere affidato nei mesi estivi a dei "genitori provvisori", la ragazza che di fronte alla prospettiva dell'aborto grida "voglio tenermi il bambino", la diciottenne che si sente zitella perché, secondo lei "gli uomini sono attratti da ragazze belle, sciocche e viziose". E sogni giovanili infranti, vite spezzate da incidenti stradali, eventi che lasciano "indenni nel corpo, ma non altrettanto nella mente", solitudini sofferte o lenite magari dalla presenza di una cagnolina, amicizie "che resistono fin tanto che gli interessi dell'uno non urtano quelli dell'altro". Significativo il comportamento della donna nubile che si schermisce dalle profferte amorose (viene citato Marziale: "L'onesta lodata da tutti muore di freddo"). Struggente il rimpianto di un uomo per una bellissima fanciulla rimasta "il fiore non colto". Tardivo il rimorso per la moglie troppo a lungo trascurata. Di altri tempi la bambinaia attenta e scrupolosa che risponde "comandi, signora" e desidera solo il bene della padrona. Dei nostri giorni i sacrifici dei padri che spendono tutti i loro risparmi per acquistar casa ai figli che si sposano e la preoccupazione per il pensionamento che richiede "strutture idonee". Di sempre le schermaglie amorose che portano ai matrimoni, a divorzi e a nuovi amori. La morale? Quando una donna può godere di "un amore maturato ed arricchito nel tempo", si sente finalmente in pace con sé stessa. Insomma Fiorella Bellocci che si interessa dei problemi pedagogico-didattici della scuola elementare, evidenzia problemi sociali che invocano attenzione. Il libro, uscito in questi giorni, è in vendita nelle librerie Draghi, Feltrinelli, Gregoriana, Ginnasio, Progetto e Upsel. Maria Pia Codato


Titolo del seminario: Rapporto dialettico tra insegnamento e apprendimento

Luogo e Data: Liceo scientifico "Enrico Fermi" - Montesarchio (BN) - 29/10/2005

Sintesi del filmato trasmesso al telegiornale regionale: Videoclip formato avi

Note: Il filmato, tratto dal telegiornale, evidenzia i punti salienti della relazione del prof. Vincenzo Grasso al convegno organizzato dall'istituto Enrico Fermi di Montesarchio. L'autore-editore è stato appunto invitato a relazionare quale noto esperto in materia.


Libro recensito: DIARIO SCOLASTICO - CONFESSIONI DI UNA TERZA MAGISTRALE FEMMINILE (2004) di Vincenzo Grasso

Emittente TV e Data: Tele Chiara - Telegiornale delle ore 13.00 - 29/06/2005

Filmato dell'intervista: 

Sintesi intervista (due minuti): Videoclip formato avi - Video formato flash

Intervista completa (otto minuti): Videoclip formato avi - Video formato flash

Note: L'intervista all'autore-editore si è svolta in uno speciale del TG principale del giorno. La giornalista ha desiderato affrontare in particolare il libro "Diario Scolastico" ed il Primo Premio Nazionale di poesia italiana in rima "Cento poesie e una Lyra". L'editore ha spiegato come questo evento sia unico nel suo genere e miri a riscoprire e rivalutare la tradizione classica della poesia in rima, le sue tecniche e forme stilistiche. Intervista di Giulia Salmaso.


Libro recensito: DIARIO SCOLASTICO - CONFESSIONI DI UNA TERZA MAGISTRALE FEMMINILE (2004) di Vincenzo Grasso

Giornale e Data: La Difesa del Popolo - 22/05/2005

Testo della recensione: NOVITÀ. In questo libro le spontanee e volontarie confessioni delle alunne mettono a nudo, senza ipocrisie e falsi pudori, il mondo della scuola, i problemi dell'adolescenza, i rapporti intimi e personali tra le alunne, i rapporti di relazione tra alunni e professori. Alla fine del Diario, alla fine dell'anno scolastico, grazie alla "esperienza di laboratorio", costruita e vissuta in prima persona da tutte le alunne della classe, il mondo della scuola risulta come il luogo dove, oltre all'apprendimento, nasce la gioia dello stare insieme e della socializzazione.


Libro recensito: DIARIO SCOLASTICO - CONFESSIONI DI UNA TERZA MAGISTRALE FEMMINILE (2004) di Vincenzo Grasso

Giornale e Data: Il Gazzettino - il quotidiano del NordEst - edizione di Padova - 24/04/2005

Testo della recensione: Aula numero 23, primo giorno di scuola. Da un lato alunne vecchie e nuove di una terza Magistrale, pronte a mettere sotto la lente di ingrandimento chi sta in cattedra, dall'altro l'insegnante di Scienze umane (Psicologia, Filosofia, Pedagogia) impegnato a dimostrare le sue capacità dialettiche e metodologiche e a convincerle che "l'educazione e l'apprendimento sono una sofferenza necessaria". Due mondi che non si incontrano, che non si capiscono. L'insegnante prende atto, riflette, si interroga. Perché alcune ragazze sono aggressive, lo giudicano, lo deridono, mettono in discussione il suo metodo di insegnamento, vomitano espressioni infuocate che perfino scuotono la sua solidità e sicurezza culturale? È il gioco dello scontro che porta inevitabilmente alla crisi. Brillantemente superata, non più misurandosi tra contendenti, ma incontrandosi su un terreno comune: quello del dialogo. Questo il messaggio che lancia "Diario scolastico (Confessioni di una terza magistrale femminile)", che l'autore-editore Vincenzo Grasso, già insegnante di Filosofia nelle scuole superiori, autore di saggi, dedica a "giovani, insegnanti, genitori, soprattutto a coloro che sono in pena quando i loro figli sono a scuola, con l'augurio che il libro li lasci sperare nella possibilità di costruire, da parte di coloro che sono addetti ai lavori, un mondo scolastico nuovo, più sereno e armonioso di quanto è possibile immaginare allo stato attuale, a prescindere da ogni e qualsiasi ulteriore riforma della scuola". Nel libro si racconta infatti la nascita di un'esperienza metodologia-didattica pensata e proposta del professore su sollecitazione delle ragazze, un laboratorio sperimentale in cui i problemi dell'adolescenza, del rapporto con la famiglia, la scuola, le istituzioni sono vissuti attraverso la discussione di gruppo. Dimostrando che l'approccio tra insegnante e studente, diverso da quello tradizionale, può far nascere il piacere dell'apprendimento e la gioia di stare a scuola, non più "luogo di costrizione e di tormento". Maria Pia Codato